domenica 26 gennaio 2014

riflessioni sulle donne di essaouira e i pigiamoni felpati



Fra l'essere e l'apparire, le donne di Essaouira hanno scelto l'essere. La mattina indossano una palandrana sformata su un pigiamone felpato, spesso a pois; infilano un paio di ciabatte su calzerotti multicolori; si mettono un fazzoletto sulla testa, così non si devono neppure pettinare, e, senza un filo di trucco, escono di casa. 
Perché una cosa va detta: se c'è qualcuno che ama stare all'aperto sono proprio loro. Le vedi camminare insieme nella pioggia e sotto il sole, chiacchierare, scegliere i prodotti al mercato. Insomma si ha proprio l'impressione che occupino con piacere e autostima il proprio spazio nella società.

Certo ci sono anche le donne vestite all'occidentale o in maniera tradizionale e molto sofisticata, ma sono la minoranza. Esiste anche qualche caso di donna completamente velata. Perfino gli occhi lo sono, solo una grata di velo le permette di vedere la realtà. Il mio
il must della stagione è lo scozzese
cuore si stringe sempre e vorrei gridare: “Non farlo! non glielo permettere!”.

Ho assistito anche a un piccolo episodio di domestica sopraffazione: una famiglia si godeva l'aria aperta al tavolino di un bar. Poi siamo arrivati noi, i turisti occidentali, e il marito ha subito scortato sua moglie in una sala al chiuso separata. Lei l'ha seguito senza battere ciglio. È proprio vero che l'abito fa il monaco perché, con gli occhi coperti come fai a fare uno sguardo accigliato? nessuno lo vede. Con la bocca già tappata come si fa a dire un no deciso? Infagottate nei mantelli come fai ad andartene con fare sprezzante?... E ugualmente: con minigonna e tacco 12, come fai a camminare decisa per la tua strada? Con la faccia resa un mascherone da trucco e interventi estetici come fai a esprimere veri sentimenti? 
Per fortuna, io e  le mie amiche siamo tutte come le donne di Essaouira. Certo magari il pigiamone felpato...

l'animalier è molto apprezzato: lo zebrato ma anche il tigrato va molto