domenica 20 aprile 2014

Acido ialuronico - Inci: Sodium hyaluronate, Hydrolyzed hyaluronic acid

Sodium hyaluronate: è l’acido ialuronico tamponato, cioè reso meno acido, ed è in questa formula che molto spesso entra nei preparati: creme, sieri, lozioni idratanti e antirughe, per pelli asfittiche e mature, spesso anche per il contorno occhi.
È un grande amico della nostra pelle e svolge un ruolo importante nel mantenerla giovane. L’acido ialuronico è uno dei componenti fondamentali dei tessuti connettivi e conferisce alla pelle quelle sue particolari proprietà di resistenza, elasticità e mantenimento della forma. Inutile dire che la sua concentrazione nei tessuti del corpo tende a diminuire con l’avanzare dell’età.
In questa forma  è in genere una molecola molto grossa e non può penetrare in profondità nella pelle. Anche dalla superficie però svolge un ottimo servizio: innanzitutto ripristina il giusto tasso di umidità rallentando l’evaporazione dell’acqua, come se avessimo una pellicola protettiva sulla pelle che trattiene l’acqua senza otturare i pori. Questa azione idratante influisce sulle proprietà meccaniche della cheratina che diventa più flessibile ed elastica. Ed esteticamente l’effetto si vede, la pelle appare più turgida, quasi rimpolpata, mascherando un po’ le rughe. Inoltre, l’azione sulla pelle si prolunga per 6-8 ore, molto di più della maggior parte dei preparati.
Nel passato, l’acido ialuronico veniva estratto dal cordone ombelicale bovino o addirittura dalle creste di gallo. Oggi, la gran parte dell’acido ialuronico in commercio è prodotto in laboratorio da una coltura di lieviti, attraverso un processo di fermentazione.
Da un punto di vista chimico, l’acido ialuronico è un polimero, cioè una grande molecola, costituita da sequenze ripetitive di disaccaridi. I disaccaridi sono sostanzialmente zuccheri, un esempio di disaccaride è il saccarosio, il comune zucchero da cucina. I disaccaridi dell’acido ialuronico sono l’acido glucuronico, un derivato del glucosio, e la N-acetilglucosamina. La particolarità di questa molecola è di essere molto grossa: può contenere fino a 25mila disaccaridi, arrotolati fra di loro, quasi fossero un gomitolo. È proprio a causa di questa struttura che riesce a intrappolare l’acqua e a
renderla disponibile per la pelle. L’acido ialuronico può legare molecole d’acqua fino a 1000 volte il suo peso.
Diverso il discorso dell'Hydrolyzed hyaluronic acid, quando troviamo questo ingrediente dobbiamo pensare a una molecola di acido ialuronico molto piccola, presumibilmente micronizzata se non in forma nano, che riesce a penetrare almeno fino alla giunzione dermo-epidermica e ad aiutare la pelle nella fabbricazione dell'acido ialuronico autoprodotto dal nostro organismo.