lunedì 19 maggio 2014

La legge europea contro gli sprechi alimentari



Facciamo il tifo perché succeda. Che l'Unione Europea tolga la scritta «da consumarsi preferibilmente entro» per prodotti come pasta, riso, the, caffè e formaggi duri. Lo sappiamo tutti, la pasta, il riso e la farina non vanno a male. E se lo fanno, il nugolo di farfalline nel mobiletto lo denunciano chiaramente. Ed è lo stesso per caffè, tè, insomma per le polveri che al massimo possono perdere l'aroma, ma chi di noi ha mai visto la polvere di caffè marcire?
La scritta "da consumarsi preferibilmente entro ha senso per i prodotti freschi: le uova, il latte, lo yogurt, la ricotta... invece al momento solo zucchero, sale e aceto possono farne a meno.
Invece tutti noi ormai siamo abituati a guardare la data di scadenza e, nel terrore di qualche terribile conseguenza, buttiamo cibo che ancora sarebbe buonissimo. E' un modo concreto e semplice per ridurre gli sprechi alimentari che in Europa e in Italia sono altissimi. Secondo le rilevazioni di Waste Watcher ogni anno buttiamo nella pattumiera circa il 25% della nostra spesa, cioè 76 chili di cibi l'anno. e questo solo a livello domestico perché anche i supermercati hanno i loro sprechi, visto che un prodotto scaduto non può più essere venduto.
Come sappiamo la maggior parte delle leggi che regolano la nostra vita sono ormai prodotte in Europa, come il Regolamento per i cosmetici o la direttiva per gli imballaggi. Ecco perché andrò a votare alle prossime elezioni e lo farò pensando non alla situazione italiana, ma all'Europa che si vorrebbe.