mercoledì 18 giugno 2014

L'Oréal si converte alla chimica verde e abbandona progressivamente i petrolati


Oggi ho scoperto una cosa importante: L’Oréal  si è impegnata entro il 2020 a fare a meno degli oli minerali 
(ingredienti come il petrolatum o il paraffinum liquidum) in favore di quelli vegetali.
La notizia mi ha fatto davvero contenta, vuol dire che la più grande azienda cosmetica del mondo ha capito che molti consumatori non vogliono più spalmarsi gel di petrolio sulla pelle. E ha deciso di rispondere alle loro esigenze. Già oggi le materie prime utilizzate sono per il 40% vegetali e dal 2011 la biodegradabilità di shampoo e gel doccia è rispettivamente dell’88 e dell’85%.

Veramente l'azienda non lo dice in modo così esplicito, ma mi sembra di capire che il succo sia questo. "Per il 2020 il 100% dei nostri prodotti avranno migliorato il profilo ambientale e sociale - dice il comunicato - Questo significa ridurre l'impronta ambientale delle nostre formule, in particolar modo il consumo d'acqua. Aumenteremo l'uso di materie prime rinnovabili (e il petrolio evidentemente non è rinnovabile ndr) e di materie prime derivate dalla chimica verde". Certo parliamo del 2020, ma è comunque una decisione importante, anche in prospettiva.

Il programma dell'Oréal si chiama “Sharing Beauty With All” e impegna l'azienda a innovare, produrre, vivere in maniera sostenibile e sviluppare la sostenibilità.

Innovare vuol dire ridurre l'impatto ambientale degli ingredienti usati per i prodotti, utilizzando materie prime rinnovabili o derivanti dalla chimica verde e progettando confezioni e imballaggi eco friendly.

La produzione inquinerà sempre meno e ridurrà materie prime ed energia, fino a diminuire del 60%, entro il 2020, l'impatto ambientale dei suoi processi produttivi. Obiettivo meno 60% anche per consumo d'acqua e produzione di rifiuti

Vivere in maniera sostenibile per l'azienda vuole dire permettere ai consumatori, anche i meno agiati, di fare scelte ecologiche sulla base di dati certi e informazioni obiettive.

Quando parla di sviluppo sostenibile, la multinazionale francese vuol dire che entro il 2020 tutti i dipendenti dell’azienda, anche quelli dei paesi in via di sviluppo, avranno accesso all’assistenza sanitaria, alla protezione sociale e alla formazione. I  fornitori invece saranno valutati e selezionati sulla base di criteri green. Infine L’Oréal si impegna a formare e offrire opportunità di lavoro a 100 mila persone appartenenti a comunità svantaggiate.

Teniamo presente che L'Oréal è proprietaria anche di marchi come Garnier, Vichy, Lancome, Biotherm, Maybelline, La Roche-Posay, Roger & Gallet, Sanoflore, Skinceuticals, Helena Rubinstein, Diesel, Cacharel, Innéov, Kérastase, Kiehl's...