venerdì 20 marzo 2015

Olio di Karanja o di Pongamia glabra ma anche Milletia pinnata

fonte Wikipedia

Chiamatelo come volete, la scelta non manca, ma questo sarà l'olio dell'estate. Perché al momento è il miglior olio vegetale per proteggersi dai raggi solari. La ragione sta nel Pongamol, un flavonoide contenuto nell'olio, in grado di filtrare i raggi UVA, i più dannosi.

Da solo non basta però, come ho sperimentato io stessa l'anno scorso con un mix di oli di cui quello di karanja era la parte principale (se vuoi sapere come è andata leggi qua).

Quest'anno però sono numerosi i marchi che hanno inserito quest'olio insieme ad altri filtri solari: per esempio BjoBj, Anthyllis e Officina Naturae. In questo caso è ovvio l'olio va a potenziare l'effetto dei filtri fisici tradizionali. Così si sfruttano anche altre proprietà di quest'olio, che previene l'invecchiamento della pelle e le macchie solari.

Come si usa

Meglio non usarlo puro, ma inserito in un mix di oli. In questo modo può avere molti usi. Insieme al burro di karité, per esempio, può diventare un unguento da spalmare quando si è abbronzati e nelle ore meno calde della giornata. Insieme all'olio di cocco protegge i capelli dall'aridità e dalla scolorazione del sole e dell'acqua di mare.

Composizione

È un olio dal colore ambrato quasi arancione e dal profumo leggero, non sgradevole. È composto per la maggior parte da acido oleico, proprio come l'olio di oliva, un omega 9 che nutre la pelle, la ammorbidisce e la rende più luminosa. A questo si aggiunge un 10% circa di acido eicosenoico un altro omega 9. Contiene una discreta componente di acido linoleico, dal 10% al 18%, un omega-6 che spalmato sulla pelle ha un effetto anti age.

La parte insaponificabile va dall'1% al 3%, in tutti gli oli è la parte più pregiata ricca di polifenoli e flavonoidi con proprietà antiossidanti e restitutive. Il Pongamol e la Karanjine sono i flavonoidi più apprezzati proprio per la capacità di proteggere dal sole, ma contiene anche antiossidanti e sostanze antibatteriche, che lo rendono adatto alle pelli con problemi.
È originario dell'India dove da sempre è usato dalla medicina ayurvedica.

  COMPOSIZIONE

Acidi grassi

Nomenclatura

Percentuale

Palmitico

C16:0

3.7% – 7.9%

Stearico

C18:0

2.4% – 8.9%

Oleico

C18:1

44.5% – 71.3%

Linoleico

C18:2

10.8% – 18.3%

Linolenico

C18:3

2.6%

Arachidiconico

C20:0

2.2% – 4.7%

Eicosenoico

C20:1

9.5% – 12.4%

Behenico

C22:0

4.2% – 5.3%

Lignocerico

C24:0

1.1% – 3.5%